La storia:
Lo "zio d’America" è Massimo Ricciardi (Christian De Sica),
nobile di nome e di fatto, - anche se oltre al titolo la
famiglia ha conservato ben poco. Del resto non si diceva forse
che un nobile è colui che "ha venduto, sta vendendo, o venderà,
il palazzo avito?"
In effetti i Ricciardi il palazzo non l’hanno
venduto: Villa Ricciardi (nella realtà, la bellissima Villa
Chigi a Castelfusano) è l’ultimo possedimento rimasto alla
famiglia, ma con le sue tante stanze da riscaldare, il parco da
mantenere, il tetto da rifare, gli infissi da cambiare, è ormai
come una spada di Damocle.
Massimo, il primogenito, avendo di suo ben poco
oltre ad una grande simpatia, uno charme naturale, una
particolare disposizione verso gli altri, e una bella voce, ha
pensato bene qualche anno fa di andare a cercare fortune canore
in America.
E qui è diventato lo "Zio
d’America", per tutta la numerosa famiglia rimasta al di qua
dell’oceano: una famiglia di donne. Intanto ci sono le sorelle
Beatrice (Eleonora Giorgi) e Mercedes (Rosanna Banfi).
Beatrice, che è la più grande e
responsabile, dopo che si è separata da un marito fedifrago s’è
rimboccata le maniche e ha cercato di mandare avanti la
famigliona: è la direttrice di un beauty center - dove lavora
tra gli altri Maria (Ornella Muti), una ragazza incantevole e
ruspante, che ambisce a una vita diversa.
Mercedes s’è depressa in un
matrimonio altrettanto poco felice con lo psichiatra Andrea. Le
nipotine Manuela (Karin Proia) e Flaminia (Giulia Steigerwalt) –
22 e diciott’anni - sono variamente alle prese con i problemi
della loro età, di lavoro e di fidanzati: nel senso che non
trovano né l’uno né l’altro. E poi c’è la tata Nenè (Leila
Durante), memoria storica e nume tutelare della famiglia. Ed è
soprattutto Nenè, all’inizio della nostra vicenda, che per ora
non deve sapere l’amara verità: oppressa da una situazione
economica sempre più pesante, Beatrice ha deciso di vendere la
villa a degli stranieri facoltosi.
Neanche Massimo deve saperlo,
perchè ci soffrirebbe troppo. Ma tanto Massimo è lontano, e
saprà tutto a cose fatte, quando finalmente si deciderà a
tornare dalla west coast…
Quello che le donne non
immaginano, è che lo "Zio d’America" sta frettolosamente
abbandonando il continente statunitense, inseguito da una donna
che l’amore mancato ha trasformato in una specie di Erinni
vendicativa.
Insomma il buon Massimo ripiomba
inopinatamente a Villa Ricciardi nell’imminenza della vendita,
gettando nel panico le donne di casa che non hanno il coraggio
di metterlo al corrente della cruda realtà. Anche perché Massimo
è il solito ciclone di simpatia, tenerezza, generosità. Irrompe
nelle vite un po’ "incriccate" delle donne di famiglia, foriero
di novità, e di ricchezza d’animo ma sfortunatamente non di
soldi.
Dopo equivoci e pietose bugie,
arriva naturalmente il momento in cui la dura realtà s’impone, e
Massimo deve fronteggiare l’inevitabilità della vendita per
scrollarsi di dosso tutti i debiti pregressi dei Ricciardi.
Ma è qui che si dimostra
l’abilità di Massimo, affettuoso manipolatore dei destini propri
e altrui, cartina al tornasole, diremmo, dei desideri e dei
bisogni – oltre che dei sogni – della sua numerosa famigliona.
Intanto con una serie di spericolate strategie, riesce a salvare
la villa dalla vendita già compromessa. E poi, con una trovata
ancora più spericolata, decide di far diventare la bellissima –
anche se un po’ disastrata – residenza, un centro di affari
oltrechè di affetti.
Dietro un titolo accattivante "Grandi
Eventi a Villa Ricciardi", Massimo ha l’idea di mettere a
disposizione casa, parco e cappella privata, per occasioni
grandi e piccole: feste di matrimonio e di divorzio, battesimi e
funerali, balli di debuttanti e di pensionanti, vernissage e
ricorrenze.
Le donne di famiglia gli danno
variamente del matto: i Ricciardi non si sono mai occupati di
affari di questo genere, anzi di nessun genere a dir la verità,
loro non sono imprenditori, non sono organizzati, non sono
pronti, sarà sicuramente un disastro, sarà…