Lo zio d'America: intervista a Christian De Sica

 

Da Domenica 20 ottobre 2002

Seconda puntata

Regia: Rossella Izzo

Soggetto: Graziano Diana, Simona Izzo, Paola Pascolini, Marco Presta

Sceneggiatura: Simona Izzo , Graziano Diana e Rossella Izzo (1°Puntata); Antonio Cosentino (3ºPuntata); Emanuela Del Monaco (3°Puntata); Giuseppe Badalucco (4°Puntata); Franca De Angelis(4ºPuntata); Herbert Simone Paragnani (5° Punt.); Massimo Torre (6° Puntata); Roberta Colombo (7°- 8° Puntata).

Scenografia: Stefano Pica
Costumi: Tiziana Mancini
Fonico presa diretta: Massimo Loffredi
Fonico di mix : Romano Pampaloni
Musiche: Pino Donaggio
Montaggio: Raimondo Crociani
Direttore della Fotografia: Franco Lecca
Organizzatore generale:Tullio Lullo, Daniele Passani

Personaggi principali interpreti:

Massimo Ricciardi : Christian De Sica
Maria: Ornella Muti
Beatrice:Eleonora Giorgi
Manuela: Karin Proia
Vanni Ceccarello: Paolo Conticini
Mercedes: Rosanna Banfi
Flaminia: Giulia Steigerwalt
Nene’: Leila Durante
Svjatoslav: Mario Maranzana
Polissena: Monica Scattini
Simona Cavalieri: Stefania Barca
Riccardo: Gino La Monica
Carlo Gabrieli: Stefano Benassi
Fabio: Francesco Venditti
Claudio: Emanuele Palladino
Pino: Sergio Bustric
Giada: Isabella Cecchi
Nicoletta: Clelia Rondinella
Maurizio: Adelmo Togliani
Ruggio: Giuseppe Russo
Cristina: Myriam Catania
Marco: Emiliano Reggente
Mariuccia: Rossa Caputo
Gabriella: Germana Dominici
Gianni: Antonio Faa

 

Con la partecipazione di:

 

Lorenzo Vanvitelli: Enzo Decaro
Andrea: Mattia Sbragia
Barbara Steel: Sofia Milos
Jean Pierre: Pino Ammendola
Dora: Antonella Ponziani
Irene: Mita Medici
Gianluigi Patrizi: Ray Lovelock

Con la partecipazione straordinaria di:

 

Magda: Barbara D’Urso
Nonna Mariuccia: Marisa Merlini

 

La storia:

Lo "zio d’America" è Massimo Ricciardi (Christian De Sica), nobile di nome e di fatto, - anche se oltre al titolo la famiglia ha conservato ben poco. Del resto non si diceva forse che un nobile è colui che "ha venduto, sta vendendo, o venderà, il palazzo avito?"

In effetti i Ricciardi il palazzo non l’hanno venduto: Villa Ricciardi (nella realtà, la bellissima Villa Chigi a Castelfusano) è l’ultimo possedimento rimasto alla famiglia, ma con le sue tante stanze da riscaldare, il parco da mantenere, il tetto da rifare, gli infissi da cambiare, è ormai come una spada di Damocle.

Massimo, il primogenito, avendo di suo ben poco oltre ad una grande simpatia, uno charme naturale, una particolare disposizione verso gli altri, e una bella voce, ha pensato bene qualche anno fa di andare a cercare fortune canore in America.

E qui è diventato lo "Zio d’America", per tutta la numerosa famiglia rimasta al di qua dell’oceano: una famiglia di donne. Intanto ci sono le sorelle Beatrice (Eleonora Giorgi) e Mercedes (Rosanna Banfi).

Beatrice, che è la più grande e responsabile, dopo che si è separata da un marito fedifrago s’è rimboccata le maniche e ha cercato di mandare avanti la famigliona: è la direttrice di un beauty center - dove lavora tra gli altri Maria (Ornella Muti), una ragazza incantevole e ruspante, che ambisce a una vita diversa.

Mercedes s’è depressa in un matrimonio altrettanto poco felice con lo psichiatra Andrea. Le nipotine Manuela (Karin Proia) e Flaminia (Giulia Steigerwalt) – 22 e diciott’anni - sono variamente alle prese con i problemi della loro età, di lavoro e di fidanzati: nel senso che non trovano né l’uno né l’altro. E poi c’è la tata Nenè (Leila Durante), memoria storica e nume tutelare della famiglia. Ed è soprattutto Nenè, all’inizio della nostra vicenda, che per ora non deve sapere l’amara verità: oppressa da una situazione economica sempre più pesante, Beatrice ha deciso di vendere la villa a degli stranieri facoltosi.

Neanche Massimo deve saperlo, perchè ci soffrirebbe troppo. Ma tanto Massimo è lontano, e saprà tutto a cose fatte, quando finalmente si deciderà a tornare dalla west coast…

Quello che le donne non immaginano, è che lo "Zio d’America" sta frettolosamente abbandonando il continente statunitense, inseguito da una donna che l’amore mancato ha trasformato in una specie di Erinni vendicativa.

Insomma il buon Massimo ripiomba inopinatamente a Villa Ricciardi nell’imminenza della vendita, gettando nel panico le donne di casa che non hanno il coraggio di metterlo al corrente della cruda realtà. Anche perché Massimo è il solito ciclone di simpatia, tenerezza, generosità. Irrompe nelle vite un po’ "incriccate" delle donne di famiglia, foriero di novità, e di ricchezza d’animo ma sfortunatamente non di soldi.

Dopo equivoci e pietose bugie, arriva naturalmente il momento in cui la dura realtà s’impone, e Massimo deve fronteggiare l’inevitabilità della vendita per scrollarsi di dosso tutti i debiti pregressi dei Ricciardi.

Ma è qui che si dimostra l’abilità di Massimo, affettuoso manipolatore dei destini propri e altrui, cartina al tornasole, diremmo, dei desideri e dei bisogni – oltre che dei sogni – della sua numerosa famigliona. Intanto con una serie di spericolate strategie, riesce a salvare la villa dalla vendita già compromessa. E poi, con una trovata ancora più spericolata, decide di far diventare la bellissima – anche se un po’ disastrata – residenza, un centro di affari oltrechè di affetti.

Dietro un titolo accattivante "Grandi Eventi a Villa Ricciardi", Massimo ha l’idea di mettere a disposizione casa, parco e cappella privata, per occasioni grandi e piccole: feste di matrimonio e di divorzio, battesimi e funerali, balli di debuttanti e di pensionanti, vernissage e ricorrenze.

Le donne di famiglia gli danno variamente del matto: i Ricciardi non si sono mai occupati di affari di questo genere, anzi di nessun genere a dir la verità, loro non sono imprenditori, non sono organizzati, non sono pronti, sarà sicuramente un disastro, sarà…