CHRISTIAN
DE SICA
Un
Natale di risate con Christian De Sica
Christian De Sica
rinnova al pubblico l’appuntamento per le feste con una nuova
commedia, Merry Christmas, che interpreta con
l’inseparabile compagno ed amico Massimo Boldi, Enzo Salvi e
Biagio Izzo. Dirige Neri Parenti.
Insieme a Massimo
Boldi ha dato vita a blockbuster natalizi come S.P.Q.R. 2000
e 1/2 anni fa, A spasso nel tempo, Vacanze di Natale
2000, Bodyguards,… parliamo di Christian De Sica,
attore, regista e cantante di musical.
Malgrado l’ingombrante eredità artistica di papà Vittorio,
Christian ha saputo trovare una sua strada, lasciare un segno
importante nello showbusiness nostrano, insomma diventare nel suo
ambito un numero uno.
L’abbiamo incontrato, sul set di una fiction per la Rai firmata da
Rossella Izzo, Lo zio d’America, che lo vede al fianco di
Eleonora Giorgi, Ornella Muti e Tosca D’Aquino, dove tra due
eliche pomodoro e basilico, una coscia di pollo con un pugno di riso
e qualche forchettata di fagiolini, abbiamo chiacchierato
amabilmente del suo nuovo film, Merry Christmas, del mestiere
d’attore e dei suoi progetti.
Christian, questo
Natale un film che è già un augurio, Merry Christmas…
Cosa dobbiamo aspettarci?
"Prendete
la farsa, aggiungeteci una manciata di gag meccaniche e miscelate il
tutto con una buona dose di commedia. Il risultato? Una bomba. A
dire il vero finchè non l’ho visto, qualche giorno fa, non ci
credevo nemmeno io, ma Merry Christmas è un film molto molto
divertente, da ridere fino alle lacrime. Credo sia il più comico
che ho fatto negli ultimi dieci anni".
Nella
battaglia di Natale si scontrerà oltre che con la coppia
Pieraccioni-Ceccherini con due vecchi amici: Enrico e Carlo Vanzina.
Le dispiace?
"No, per niente. Aho!
‘a guera è guera…".
I
Vanzina per "South Kensington"
schierano Elle Macpherson. Quale sarà la vostra risposta a ‘The
Body’?
"Un’attrice spagnola di straordinaria comicità: Paula
Vazquez, una specie di Jamie Lee Curtis latina".
Cosa c’è secondo lei nelle commedie natalizie di cui lei e
Boldi siete campioni che fa la differenza?
Qual è la vostra carta vincente?
"A parte la coppia che è azzeccata, perchè io e Massimo
siamo veramente come la Mondaini e Vianello, Gianni e Pinotto…
Credo che la cosa che ci fa vincere da tanti anni la sfida di Natale
sia la simpatia che il pubblico ha verso di noi. Arriviamo
all’appuntamento natalizio, puntuali come il panettone. La gente
ci accoglie ormai come vecchi amici con cui trascorrere in allegria
le feste".
Ci
racconta qualcosa del suo personaggio?
"In Merry
Christmas interpreto Fabio Trivellone: un uomo laido, cinico,
superficiale, come un po’ tutti i personaggi che ho sempre fatto
al cinema, ma con una simpatia ed una carica vitale straordinarie.
E’ un personaggio surreale, direi".
Un po’
come Sordi ha scelto di incarnare figure piuttosto detestabili…
"Aver fatto risultare simpatici, umani, vitali personaggi
tremendi è una delle mie più grandi soddisfazioni. Certo non
voglio paragonarmi a Sordi, che nel raccontare i vizi degli italiani
è un maestro, ma nel mio piccolo credo di essere riuscito a
regalare levità ed umanità anche a figure disprezzabili come
Trivellone".
Trivellone è un uomo che ama tanto la famiglia da averne due, un
papà al quadrato insomma…
Lei che padre è?
"Trivellone è volgare col figlio maschio, possessivo con
la femmina, due aspetti che come padre non mi appartengono.
Credo di essere il papà ideale per i miei ragazzi (Brando, diciotto
anni, e Maria Rosa, quattordici, n.d.r.) sono discreto, buono,
generoso, affettuosissimo, amorevole e non rompo mai i coglioni.
Questo non vuol dire che faccia l’amicone con loro, cosa che anzi
ritengo un grave errore. E’ giusto avere un rapporto sincero,
aperto con i propri figli, ma è importante a mio avviso fargli
sentire il peso paterno".
Christian,
chi la fa ridere?
"Mi fa ridere
moltissimo Massimo Boldi. Mi fa ridere mio cognato, Carlo Verdone.
Mi fanno ridere sempre Sordi e Totò… Nella vita mi fanno ridere
invece i controsensi, le cadute, gli imprevisti…".
Il
sense of humour…
"E’ un bene in via
d’estinzione. E’ rarissimo, sottile, cattivo. Ce l’hanno
soprattutto le persone comuni, pochi invece gli attori comici che lo
possiedono".
La
professione dell’attore?
"E’ il lavoro più
bello del mondo, prima di tutto perchè te pagano pe’ giocà.
Ma non è così facile. Questo è un mestiere che devi amare molto,
perchè si costruisce sull’acqua… Di 1000 che partono, ne
arrivano 3, e poi è un mestiere pieno di umiliazioni, almeno finchè
non diventi un numero uno. E’ una professione folle che richiede
grande sacrificio e dedizione per tutta la vita".
Oltre
alla fiction per la Rai, cos’ha in cantiere?
"Ho appena finito di
scrivere con Graziano Diana un film che s’intitola La porta del
cielo, come una vecchia pellicola di mio padre, di cui sarò
regista e dove vestirò i panni di papà. E’ un progetto cui tengo
moltissimo, molto difficile perchè in costume (è ambientato nel
‘42), e racconta di come mio padre riuscì attraverso un piccolo
film commissionato dai preti a salvare dalla deportazione tantissimi
ebrei… Potrei dire che si tratta di una sorta di Schindler’s
List all’italiana, il cui motore è la storia d’amore tra i
miei genitori e il risultato uno straordinario, involontario
miracolo operato dal cinema".
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