Quasi
cento film nella sua carriera: ce n'è uno a cui
Quasi
Cento
film nella sua carriera: ce n'è uno a cui è più affezionata?
"Divorzio
all'italiana è un gioiello, ha vinto un Oscar, mi ha lanciata,
era l'inizio e sono entrata nel cinema dalla porta principale!"
Un
attore?
"Difficile
dirlo, tutti quelli con cui ho lavorato compongono un mosaico
però parlare del massimo attore al mondo e parlare di
Mastroianni credo sia un tutt'uno".
E'
stata dura all'inizio?
"Ho
sempre voluto fare l'attrice e la mia famiglia non voleva, mio
padre l'ho perso presto e i miei sette zii erano praticamente
sette padri, si sono opposti tutti, avevo quindici anni ma io
sono partita lo stesso per Roma e sono stata molto fortunata".
Cosa
l'ha spinta a lavorare con i giovani registi?
"Fare
l'attrice è un mestiere e lavorare con grandi registi o con
altri meno conosciuti è la stessa cosa purché i giovani non
mi facciano rimpiangere i maestri, devono avere entusiasmo e
passione, sono queste le componenti necessarie, sia per fare
il regista che fare l'attrice. Credo comunque che il cinema
sia un'arte, l'arte non invecchia mai e non mi sento di
parlare divecchi registi e giovani registi e poi la parte più
bella della mia carriera è quella di aver lavorato con tanti
registi diversi".
L'ultimo
bacio è stato
tra i film di questa stagione che hanno segnato la cosiddetta
rinascita del cinema italiano, anche lei la definirebbe così?
"Non
ho mai perso la fiducia nel cinema italiano e sono felice di
aver verificato che avevo ragione. I problemi sono altri ad
esempio la realtà in cui si vive. Troppo fanno gli autori a
scrivere non solo telenovele".
Amante,
moglie, figlia, seduttrice, vittima: che cosa unisce tutti
questi ruoli?
"Sono
sempre stati i desideri a guidarmi come per il film di Tinto
Brass, io l'ho desiderato molto dopo aver letto la
sceneggiatura e sono stata molto fortunata, è stato un
appuntamento felice, molto felice".
Non
solo cinema, anche fiction di successo come Il bello delle
donne e Il maresciallo Rocca.
"Belle
esperienze, entrambe. A Gigi Proietti mi lega una lunga
amicizia, da quando abbiamo fatti insieme un film con
Monicelli, ci stimiamo, abitiamo vicini, quando lavoriamo ci
divertiamo moltissimo e credo che si veda".
Morando
Morandini l'ha definita donna sullo schermo piuttosto che
attrice nella vita, cosa ne pensa?
"Questa
è una cosa che mi dà molta speranza. Io incontro tantissimi
brutti attori e credo che essere attori nella vita non serve a
niente, non porta da nessuna parte. Il percorso per essere
sempre se stessi è naturale, per certe cose può essere
faticoso per altre ti porta ad arrivare su una sponda
all'ombra e ci si sente tranquille, riposate, agiate".
Lei
avrebbe una definizione per se stessa?
"Credo
di essere come mi si vuole ma questa è una condizione
naturale, a volte sembro distratta è perché non mi ricordo
le cose, in realtà sono una persona molto consapevole, lo
sono sempre stata per cui alla fine la verità paga, anche
Lietta Tornabuoni quando mi definì cera molle poi si è
amaramente pentita".
I
suoi progetti? E' pronta per interpretare una nonna?
"Per
quella c'è tempo. Tra qualche giorno inizio a lavorare nel
film di Stefano Incerti La vita come viene, sto
leggendo una sceneggiatura di Chabrol e poi mi aspetta la
seconda serie della fiction Il bello delle donne.
di
Alessandra Bitti