SUPEREVA - Intervista a Stefania Sandrelli

"I miei primi quarant'anni di cinema"

Un tailleur verde acqua, una maglia rosa, nessun accessorio solol'immancabile ventaglio: sorridente, morbida, un po' distratta, naturalmente aggraziata, Stefania Sandrelli ci appare in tutto il suo fascino e ci racconta di lei, della sua lunga storia d'amore con il cinema, la stessa che quarant'anni fa le diede il coraggio di fuggire dalla provincia, da Viareggio, di prendere un treno per Roma e di fare un provino, da allora è diventata la musa dei maestri del cinema italiano, Germi, Scola, Monicelli,Bertolucci e negli ultimi anni la vogliono i nuovi talenti come Gabriele Muccino o Francesca Archibugi. Roma rende omaggio a Stefania Sandrelli con una rassegna dei suoi film più importanti nello storico Filmustudio, titolo "Il Corpo e l'Anima".

Quasi cento film nella sua carriera: ce n'è uno a cui

Quasi

 

Cento film nella sua carriera: ce n'è uno a cui è più affezionata?

"Divorzio all'italiana è un gioiello, ha vinto un Oscar, mi ha lanciata, era l'inizio e sono entrata nel cinema dalla porta principale!"

 

Un attore?

"Difficile dirlo, tutti quelli con cui ho lavorato compongono un mosaico però parlare del massimo attore al mondo e parlare di Mastroianni credo sia un tutt'uno".

 

E' stata dura all'inizio?

"Ho sempre voluto fare l'attrice e la mia famiglia non voleva, mio padre l'ho perso presto e i miei sette zii erano praticamente sette padri, si sono opposti tutti, avevo quindici anni ma io sono partita lo stesso per Roma e sono stata molto fortunata".

 

Cosa l'ha spinta a lavorare con i giovani registi?

"Fare l'attrice è un mestiere e lavorare con grandi registi o con altri meno conosciuti è la stessa cosa purché i giovani non mi facciano rimpiangere i maestri, devono avere entusiasmo e passione, sono queste le componenti necessarie, sia per fare il regista che fare l'attrice. Credo comunque che il cinema sia un'arte, l'arte non invecchia mai e non mi sento di parlare divecchi registi e giovani registi e poi la parte più bella della mia carriera è quella di aver lavorato con tanti registi diversi".

 

L'ultimo bacio è stato tra i film di questa stagione che hanno segnato la cosiddetta rinascita del cinema italiano, anche lei la definirebbe così?

"Non ho mai perso la fiducia nel cinema italiano e sono felice di aver verificato che avevo ragione. I problemi sono altri ad esempio la realtà in cui si vive. Troppo fanno gli autori a scrivere non solo telenovele".

 

Amante, moglie, figlia, seduttrice, vittima: che cosa unisce tutti questi ruoli?

"Sono sempre stati i desideri a guidarmi come per il film di Tinto Brass, io l'ho desiderato molto dopo aver letto la sceneggiatura e sono stata molto fortunata, è stato un appuntamento felice, molto felice".

 

Non solo cinema, anche fiction di successo come Il bello delle donne e Il maresciallo Rocca.

"Belle esperienze, entrambe. A Gigi Proietti mi lega una lunga amicizia, da quando abbiamo fatti insieme un film con Monicelli, ci stimiamo, abitiamo vicini, quando lavoriamo ci divertiamo moltissimo e credo che si veda".

 

Morando Morandini l'ha definita donna sullo schermo piuttosto che attrice nella vita, cosa ne pensa?

"Questa è una cosa che mi dà molta speranza. Io incontro tantissimi brutti attori e credo che essere attori nella vita non serve a niente, non porta da nessuna parte. Il percorso per essere sempre se stessi è naturale, per certe cose può essere faticoso per altre ti porta ad arrivare su una sponda all'ombra e ci si sente tranquille, riposate, agiate".

 

Lei avrebbe una definizione per se stessa?

"Credo di essere come mi si vuole ma questa è una condizione naturale, a volte sembro distratta è perché non mi ricordo le cose, in realtà sono una persona molto consapevole, lo sono sempre stata per cui alla fine la verità paga, anche Lietta Tornabuoni quando mi definì cera molle poi si è amaramente pentita".

 

I suoi progetti? E' pronta per interpretare una nonna?

"Per quella c'è tempo. Tra qualche giorno inizio a lavorare nel film di Stefano Incerti La vita come viene, sto leggendo una sceneggiatura di Chabrol e poi mi aspetta la seconda serie della fiction Il bello delle donne.

 

di Alessandra Bitti