|
Intervista
a Gigi Proietti
Come
si spiega Il successo del film ritardato negli anni
Novanta? Sono forse cadute certe barriere ideologiche?
E' salita la febbre del gioco? C'è un revival della
scuola comica romana, o che altro?
Si
è riconosciuta in quel film una comicità che poi è
scomparsa. In seguito sono nati il filone demenziale, la
comicità nordica, quella milanese, oggi va forte quella
toscana...lì c'era una forte concentrazione di comicità
romana, anche se il film da un certo punto in poi è
andato bene ovunque, non solo nella capitale. Si
trattava di un comico basato sulle gags, sui ritmi.
Si
divertì molto a fare le sue "mandrakate" come
fregare i soldi al macellaio coatto, Otello Rinaldi
detto Manzotin?
Eravamo
tutti ragazzi. Sapevamo di fare un film un po'
commerciale, ma poi con il tempo ti accorgi che certe
operazioni hanno una loro validità comunque, se
naturalmente rispettano il genere.
Quel
suo personaggio è talmente entrato nella memoria del
pubblico, che lei l'ha trapiantato nel suo ultimo
spettacolo, Prove per un recital, chiarendo anche la
differenza tra il vero personaggio dei fumetti e il
calco romano, molto più 'sbarcato' e domestico.
Sono
ormai quattro, cinque anni che Febbre da cavallo viene
mandato in onda dalle tv private a tutto spiano. Il
pubblico conosce intere sequenze a memoria [!!!].
Qualcuno ancora mi ferma per strada e mi chiama Mandrake.
Allora ho pensato che fosse divertente far ritornare il
personaggio in un piccolo flash. Io vivo molto la città,
per cui mi sembrava giusto rispondere a questa specie di
richiesta popolare.
Da
anni parla del remake. Ha ancora intenzione di chiamare
tutti a raccolta per fare il seguito di Febbre da
cavallo?
In
genere io non credo molto ai remake, ma varrebbe la pena
vedere qualcosa che si riferisca al mondo dei cavalli,
alle piccole truffe. Con la produzione Solaris abbiamo
comprato i diritti del remake, che mi piacerebbe
intitolare Le mandrakate. Si tratta solo di individuare
la formula che rispetti quella lì. Purtroppo alcuni
attori non ci sono più: Mario carotenuto, Adolfo
Celi...Bisogna trovare gli sceneggiatori...
Lei
firmerebbe la regia?
No,
quelle sono regie tecniche e servirebbe qualcuno che
abbia un mestiere in quella direzione. Se debuttassi
nella regia, mi piacerebbe fare qualcosa di diverso.
Secondo
lei, perchè il personaggio di Mandrake è così
popolare?
Appartiene
alla schiera di quei perdenti che hanno avoto sempre
ragione. In genere i personaggi forti sono due: il
perdente e il cattivo. Il pubblico prova tanta simpatia
nei confronti di Mandrake perché è un antieroe che
vive di espedienti. Pratica l'arte di arrangiarsi. Fa di
tutto per trovare poche lire che poi si va regolarmente
a giocare.
a
cura di Katia Ippaso
A
cura del Vacanze di Natale Fans Club
www.vacanzedinatale.it
|