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FEBBRE DA CAVALLO (1976)

Regia di Steno

Sceneggiatura di Alfredo Giannetti, Steno e Enrico Vanzina 

Soggetto di Massimo Patrizi

 

 

     Tre giovani amici (l'indossatore Mandrake, Gigi Proietti, il disoccupato Pomata, Enrico Montesano, e il guardiamacchine Felice, Felice De Rosa), travolti dalla passione delle scommesse sui cavalli, si mettono in società per cercare di vincere e cambiare la loro vita.
     Naturalmente per il gioco hanno bisogno di soldi e quindi si industriano per cercare di rimediarli trovando metodi più o meno illeciti. Durante il film i protagonisti danno vita ad un vero e proprio imbroglio, ma quando questo viene smascherato i quattro vengono processati e poi assolti in quanto si viene a scoprire che anche il giudice (Adolfo Celi) è un accanito giocatore, che finirà per entrare in società con loro.
     Febbre da antieroi. Febbre da superman passati al vaglio della vita quotidiana, con i soliti problemi dei soldi che non si sa mai dove trovarli e con il caso che rema contro. Febbre del gioco, ossessione della scommessa e della fortuna, in una Roma un po' scalcagnata e fumettistica popolata da figure goliardiche, che si alleano per non deprimersi.

 

Visita il sito di Febbre da cavallo 

(a cura dell'associazione "Vacanze di Natale)

 

www.febbredacavallo.cjb.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cast:

 

Gigi Proietti ... Mandrake
Enrico Montesano ... Pomata
Felice De Rosa ... Felice
Catherine Spaak ... Gabriella
Adolfo Celi ... il giudice
Mario Carotenuto ... Avv. De Marchis
Gigi Ballista ... Conte Dallara

Maria Teresa Albani ... Mafalda

Niki Gentile ... sorella di Armandino
Luciano Bonanni ... ladro di medicine
Fernando Cerulli ... regista pubblicità
Ennio Antonelli ...Otello Rinaldi, detto Manzotin
Nerina Montagnani ...nonna di Armandino
Giuseppe Castellano ...stalliere
Renzo Ozzano ... Jean-Luis Rossini
Franca Scagnetti ... passeggera treno

 

 

 

 

 

Intervista a Gigi Proietti

 

 Come si spiega Il successo del film ritardato negli anni Novanta? Sono forse cadute certe barriere ideologiche? E' salita la febbre del gioco? C'è un revival della scuola comica romana, o che altro?

 

Si è riconosciuta in quel film una comicità che poi è scomparsa. In seguito sono nati il filone demenziale, la comicità nordica, quella milanese, oggi va forte quella toscana...lì c'era una forte concentrazione di comicità romana, anche se il film da un certo punto in poi è andato bene ovunque, non solo nella capitale. Si trattava di un comico basato sulle gags, sui ritmi.

 

Si divertì molto a fare le sue "mandrakate" come fregare i soldi al macellaio coatto, Otello Rinaldi detto Manzotin?

 

Eravamo tutti ragazzi. Sapevamo di fare un film un po' commerciale, ma poi con il tempo ti accorgi che certe operazioni hanno una loro validità comunque, se naturalmente rispettano il genere.

 

Quel suo personaggio è talmente entrato nella memoria del pubblico, che lei l'ha trapiantato nel suo ultimo spettacolo, Prove per un recital, chiarendo anche la differenza tra il vero personaggio dei fumetti e il calco romano, molto più 'sbarcato' e domestico.

 

Sono ormai quattro, cinque anni che Febbre da cavallo viene mandato in onda dalle tv private a tutto spiano. Il pubblico conosce intere sequenze a memoria [!!!]. Qualcuno ancora mi ferma per strada e mi chiama Mandrake. Allora ho pensato che fosse divertente far ritornare il personaggio in un piccolo flash. Io vivo molto la città, per cui mi sembrava giusto rispondere a questa specie di richiesta popolare.

 

Da anni parla del remake. Ha ancora intenzione di chiamare tutti a raccolta per fare il seguito di Febbre da cavallo?

 

In genere io non credo molto ai remake, ma varrebbe la pena vedere qualcosa che si riferisca al mondo dei cavalli, alle piccole truffe. Con la produzione Solaris abbiamo comprato i diritti del remake, che mi piacerebbe intitolare Le mandrakate. Si tratta solo di individuare la formula che rispetti quella lì. Purtroppo alcuni attori non ci sono più: Mario carotenuto, Adolfo Celi...Bisogna trovare gli sceneggiatori...

 

Lei firmerebbe la regia?

 

No, quelle sono regie tecniche e servirebbe qualcuno che abbia un mestiere in quella direzione. Se debuttassi nella regia, mi piacerebbe fare qualcosa di diverso.

 

Secondo lei, perchè il personaggio di Mandrake è così popolare?

 

Appartiene alla schiera di quei perdenti che hanno avoto sempre ragione. In genere i personaggi forti sono due: il perdente e il cattivo. Il pubblico prova tanta simpatia nei confronti di Mandrake perché è un antieroe che vive di espedienti. Pratica l'arte di arrangiarsi. Fa di tutto per trovare poche lire che poi si va regolarmente a giocare.

 

a cura di Katia Ippaso

 

Articoli

Febbre da cavallo:un'analisi narratologica

 

A cura del Vacanze di Natale Fans Club

 

 

www.vacanzedinatale.it

 

 

 

 

Mandrake, Pomata e Felice

 

 

 

I tre con l'Avvocato De Marchis

aspirante suicida

 

 

 

L'Avvocato De Marchis preoccupato 

per quella cambialetta (cambialona?)

 

 

 

 

Er Pomata studia...

 

 

 

 

 

 

 

 

... e vai cor tango

 

 

 

er Principe

 

 

Insieme ad Agnano per Can Can...

 

 

 

La locandina originale