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TIFOSI (1999)
Regia
di Neri
Parenti
Sceneggiatura:
Neri Parenti,
Marco Martani - Soggetto: Neri
Parenti, Enrico
Vanzina, Marco Martani, Fausto Brizzi Scenografia:
Stilde Ambruzzi - Fotografia: Lorenzo Battaglia - Montaggio:
Alberto Gallitti - Musiche: Bruno Zambrini - Prodotto da:
Maurizio Amati - Costumi: Vera Cozzolino - Trucco: Agnese
Panzarotto
Produzione:
De
Laurentiis Distribuzione: 1 Ottobre 1999 Filmauro
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il trailer on-line
cliccando qui file
video
L'atmosfera
magica della domenica calcistica è raccontata attraverso le storie di
tifosi di tutti i colori: Silvio Galliani è costretto a scegliere tra la
sue fede rossonera ed un tredici miliardario al totocalcio. Zebrone,
inferocito tifoso juventino bandito per tre anni dagli stadi, se le
inventa tutte pur di riuscire a beffare le autorità. Gennaro e
Ferdinando, due topi d'appartamento, rinunciano al furto una volta scovato
il decoder che trasmetteva la partita del Napoli. Infine Cesare Proietti e
Carlo Colombo preferiscono seghire le rispettive squadre allo stadio
piuttosto che ascoltare i reciproci figli innamorati ed in procinto di
avere un bambino, pur se minorenni.
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12 agosto 99: La dolce
(giro)vita di Diego
NEL
FILM "TIFOSI" INTERPRETA SE
STESSO. STRAPAGATO E UN PO' APPESANTITO. E
DOPO IL CIACK.
Quando,
all'alba di giovedi 29 luglio, è stato
spedito al chiosco di piazza di Spagna a
comprare 25 mila lire di cocco, il gorilla
dell'agenzia di security non ha potuto
battere ciglio. Bisognava placare gli
appetiti ( e i capricci) di Diego Armando
Maradona, 38 anni e oltre dieci chili in
più rispetto ai tempi d'oro del Napoli.
Maradona era a Roma per la sua prima volta
d'attore in TIFOSI, prodotto da Aurelio De
Laurentis. Neri Parenti, il regista che lo
ha voluto per recitare se stesso nel film
sul mondo del calcio (arriverà nelle sale a
ottobre), si è rassegnato alle bizze
dell'ex "Pibe de oro": venerdi 30,
allungato sul divano del set allestito in
corso Vittorio Emanuele, il regista guardava
l'orologio canticchiando "Chi ha visto
Maradona, chi ha visto Maradona..."
parodia del motivetto dei tifosi del Napoli.
Infatti il calciatore, pantaloncini corti e
orecchino al lobo sinistro, si è presentato
come ogni giorno con due ore e mezzo di
ritardo. Era in albergo, il prestigioso
Hotel d'Inghilterra, a recuperare il sonno
perduto nella discoteca Jackie O'. Pacche
sulla spalla per i suoi partner Nino
D'Angelo e Peppe Quintale, nella parte di
due ladri tifosi del NApoli che senza
saperlo svaligiano la casa del calciatore, e
finalmente si cominciano le riprese.
Parenti gli spiega in fretta la scena
(D'Angelo e Maradona salgono
nell'appartamento del calciatore che non sa
di essere stato derubato). Battute previste
per il neodiva del cinema: "Ma perchè
mi porti le valigie, potevo farlo io" e
"Come fai a sapere dove tengo la
macchina fotografica?". Maradona le
recita senza problemi. "E' meglio di
tanti sedicenti attori italiani"
commenta Parenti (30 miliardi appena
incassati con PAPARAZZI), mentre la moglie
Claudia Villafane segue tutto attentamente.
Poi via in fretta, per l'ultima notte brava.
A parte una spettacolare partita Maradona
contro tutti, girata per il promo del film,
nella tre giorni romana "Dieguito",
nonostante il megaingaggio (100 milioni per
una decina di battute, secondo le
indiscrezioni), ha messo il set in secondo
piano. A favore delle scorribande mondane.
Per i suoi spostamenti ha voluto una
Mercedes e una monovolume con vetri
oscurati. E si è presentato in comitiva:
moglie Claudia, manager Guillermo Coppola
con fidanzata Fernanda, procuratore Pablo,
più amico italoargentino Ciro e Fabrizio
Carroccia, detto "er Mortadella",
uno dei capi della tifoseria romanista.
Scortato da quattro bodyguard il gruppo ha
tirato tardi in discoteca, dove el Pibe ha
scatenato le ire di Claudia, gelosa per le
attenzioni riservate alle fan, poi al
ristorante, infine si è spostato sulla
terrazza del Palazzo dei congressi. Pasto
record durante il soggiorno romano in un
ristorante con vista sul Foro romano. Dove
Maradona ha ingurgitato 450 mila mila di
tartufo bianco.
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28
agosto 99: Abatantuono: "ritorno
terrunciello".
Nei
panni di uno juventino "molto sopra le
righe" Diego Abatantuono, da
"Eccezionale Veramente" a
"Tifosi", passando per le partite
improvvisate nei film di Salvatore. Il
calcio ritorna sempre nella sua vita
professionale. "Perché è la cosa che
mi diverte di più, il mio hobby. Il cinema
è lavoro, il calcio è la mia passione. Mi
affascina, mi diverte. Giocarlo,
discuterne". Lei parla spesso di calcio
? "Si sono una specie di Raimondo
Vianello gonfio. Ma se non avessi mangiato e
bevuto tutta la vita sarei stato un grande
calciatore". Perché ha fatto
"Tifosi" ? "A pelle
preferisco le parti comiche a quelle
drammatiche, e questo è un film comico per
eccellenza". Tornerà a fare film seri
? "Ho fatto solo quelli ! Il problema
è che i ragazzi non li vanno a vedere.
Quindi ho deciso di fare tre film leggeri in
tre anni. Mi sembrano addirittura pochi. Ne
farei di più. Il cinema di qualità non
viene visto dal pubblico di quantità, dai
giovani. E invece voglio dedicarmi a chi mi
apprezzava molti anni fa. Così ho fatto
"Paparazzi" l'anno scorso e adesso
"Tifosi". Vi siete divertiti ?
"Molto. Io faccio solo un episodio.
Boldi voleva fare un milanista, cosi
gliel'ho ceduto. E faccio lo
juventino". Del calcio cos'è che le
piace di più ? "Il Milan". E fra
i grandi calciatori ? "Rivera, Baresi,
Maldini, Costacurta". Ma c'è solo il
Milan ? "Praticamente sì". L'Abatantuono
tifoso è come quello del film ? "No, lì
faccio lo juventino! Poi sono più
tranquillo, quello è un pazzo. Per questo
fa ridere". E lo juventino è il
classico infoiato da stadio ? "Si ma
non è violento. Per me il divertimento del
tifo è tutto nello sfottò, nella presa in
giro, nel gioco. Un milanista, ogni volta
che gioca l'Inter, tifa per una squadra
diversa. Mi piace il lato goliardico del
pallone. La violenza non mi corrisponde e
nel film non c'è.". E
"Tifosi" come descrive il calcio ?
"E' tutto sopra le righe, per giocare.
Ci sono i fratelli Culatello, gruppo di
tifosi obesi del Parma, con cui mi scontro,
ci inseguiamo". Insomma ritorna il
terrunciello ? "Se si fa una roba da
ridere si va fino in fondo. Io avevo voglia
di farlo e anche Neri Parenti lo voleva. Già
in Paparazzi c'erano delle avvisaglie del
ritorno del terrunciello. Ogni tanto lo
sperimento, mi sembrava che funzionasse,
penso che faccia ridere. Ci provo.
Speriamo". In Tv, quest'inverno, ha
accusato Claudio Bisio e il gruppo di
Salvatores di rifiutarla. "E' uno
sketch che faccio con loro. Interpreto il
ruolo del concreto. Li accuso di
intellettualismo. Ma è uno scherzo tra di
noi". Allora è falso che Abatantuono
non lo vuole più nessuno ? "E' il
contrario. Sono contento quando posso far
lavorare Bisio: ha fatto pochi film, tutti
con me, gli ho fatto vincere un oscar, l'ho
portato a Puerto Escondido. Se non ci veniva
con me, il Messico l'avrebbe visto solo in
cartolina. Lo sa anche lui. Io lo porto in
giro". Torniamo al calcio. Da oggi
partite quattro giorni su sette. "Bel
casino". Nel senso che sono troppe ?
"No, è che mi piacerebbe vederle tutte
e non ce la farò. Ho anche il lavoro, la
famiglia, i bambini, i genitori. Mi
dispiace. Se non le avessero trasmesse avrei
avuto meno rimpianti". Guarda le
trasmissioni calcistiche ' "Ogni tanto,
se posso. Seguo le partite di sabato e
domenica. Poi la sera, se nel frattempo a
casa sono andati tutti a dormire, le vedo
volentieri. Di nascosto". Quindi lei è
quasi un maniaco ? "E' un fatto di
equilibrio. A me piace il calcio, ci sta
dentro di tutto me se non mi modero rischio
di non fare nient'altro". Le
trasmissioni tipo "Quello che il
calcio" fanno vedere di tutto tranne
che il campo da gioco. Riesce a seguirle ?
"No, io vedo la partita. Non concepisco
altro". Non le piace Fazio ? "La
sua trasmissione è fatta ben, con comici
forti, lui è un bravo conduttore. E poi è
l'unica che può contare su 24 gol di media.
Che sono come altrettanti grande battute per
un comico: una garanzia per il programma.
Adesso con meno partite e meno gol sarà più
difficile".
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Christian De Sica

Christian De Sica

Diego Abatantuono

Enzo Iacchetti e De Sica

Diego Maradona

Massimo
Boldi e
Maurizio
Mattioli

Abatantuono

Boldi e Maradona


Iacchetti e De Sica
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