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15 Dicembre 2003
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VISIONI. VENERDÌ ESCE IL NUOVO FILM DI BOLDI-DE SICA


Il cinema è di sinistra, ma fa soldi solo se va a destra E allora viva Vacanze di Natale, mito degli anni '80

di Andrea Scanzi


E' un dato di fatto: aumentano le sale cinematografiche, ma diminuiscono gli spettatori. Specie se il film è italiano. L'eccezione alla regola sono le “commedie popolari”. Che, con scadenza regolare come le tasse, escono prima di ogni Natale. La scorsa stagione, il record l'ha fatto «Natale sul Nilo»: 4.613.317 biglietti, 28 milioni di euro d'incasso. Venerdì esce il suo successore, ovviamente quasi uguale per titolo («Vacanze in India»), attori (la coppia Boldi-De Sica, insieme per la ventesima volta), regista (Neri Parenti) e “trama” (anche se, presentandolo, De Sica ha detto che questo film è «molto più profondo degli altri»). Come sempre la critica storce il naso, come sempre i diretti interessati se ne fregano. «In confronto al voyeurismo dell'Isola dei famosi, noi siamo educande - ha detto ancora De Sica - Laddove mancano motivi per ridere, noi offriamo due ore spensierate». E il pubblico apprezza.
E' un paradosso antico, valido anche per musica e letteratura: il cinema è un prodotto teoricamente di sinistra, ma monetizza solo quando si sposta a destra (o comunque verso il disimpegno casereccio). Ci si potrebbe chiedere quale sia stato - se c'è stato - il film che ha dato il via a queste commedie tanto amate dalla massa quanto odiate dai cinefili. Una risposta si può scorgere in un libro edito in questi giorni da «unmondoaparte». Si intitola «Vacanze di Natale», lo ha curato Franco Spicciariello. A vent'anni dall'uscita del film omonimo, Spicciariello ha deciso di festeggiare la ricorrenza. Stasera, alla Multisala Adriano di Roma, «Vacanze di Natale» verrà nuovamente riproiettato. Ci saranno gli autori (il regista Carlo e lo sceneggiatore Enrico Vanzina), gli attori del film (Calà, De Sica, Stefania Sandrelli). «La speranza - dice Spicciariello - è che anche i più giovani possano scoprire le bellezze di un tempo in cui l'Italia viveva un nuovo sviluppo e una nuova spensieratezza, dopo quella dei Sessanta». Spicciariello ha addirittura fondato, nel '99, l'«Associazione Vacanze di Natale», che si prefigge di «rivalutare gli ingiustamente vituperati anni '80». C'è anche un sito internet, curatissimo (www.vacanzedinatale.it).
Oltre alla sceneggiatura, il libro contiene foto inedite, interviste agli attori e qualche saggio critico. La prefazione è di Marco Giusti, tra i primi a «sdoganare da sinistra» questo genere cinematografico. E' chiarificatrice, e per molti urticante, l'introduzione di Enrico Vanzina: «Vacanze di Natale appartiene certamente alla categoria dei film di culto. [..] Già tre generazioni di italiani lo hanno scelto come modello di riferimento di un certo tipo di cinema comico popolare». Il film, si legge, non è soltanto un modo per ridere, ma anche «lo specchio di una borghesia che si era trasformata e che solo allora prendeva coscienza di come era diventata». E se per il Mereghetti si tratta solo della «versione invernale di Sapore di mare», qualcosa da stroncare con un * ½, «Vacanze di Natale» è per i Vanzina «l'anello di congiunzione che lega la vecchia commedia all'italiana con il nuovo cinema che cercava di farsi largo in quei primi anni '80». Spicciariello dice di conoscere il film a memoria, come tanti altri. Chi si fosse scordato qualcosa, può comunque consultare il sito, dove potrà perfino scoprire la filmografia di Karina Huff (l'eroina del film). Scorrendo la lista degli attori, si scopre anche che «Vacanze di Natale» è stato uno dei primi film di Claudio Amendola. Amendola interpretava un romanista burino, cioè quello che ha fatto per vent'anni, fino alla svolta artistica di «Caterina va in città»: sempre un burino, però laziale. Al di là dei gusti cinefili, il libro è gradevole. Come il sito, impreziosito da una foto bellissima. Raffigura Alberto Sordi nel set di «Un americano a Roma», diretto da Steno (il padre dei Vanzina). Nella foto, Sordi tiene in braccio Carlo ed Enrico, allora bambini. Sorridono tutti.