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IN QUESTO MONDO DI LADRI
(2004)
Regia
di Carlo
Vanzina
Sceneggiatura
di Carlo
Vanzina e Enrico
Vanzina
Cast:
Valeria Marini, Carlo
Buccirosso, Max Pisu,
Biagio Izzo, Leo Gullotta, Ricky Tognazzi
Produzione: Vittorio Cecchi Gori
- Distribuzione: Medusa
Data di uscita: 29 Ottobre 2004
(cinema)
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Una
multiproprietà in montagna viene venduta a più persone per lo
stesso periodo, in un residence mai costruito. I truffati,
benestanti in declino per investimenti sbagliati, soci
inaffidabili, grande distribuzione invadente, si ritrovano al
ristorante dopo aver sporto denuncia.
Fabio (Carlo Buccirosso), impiegato di banca, dopo aver
consigliato parecchi clienti di acquistare quote di un fondo di
diamanti sudafricani, investe anche lui una grossa somma.
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Torna al lavoro invece di proseguire le vacanze nella casa che nessuno
ha costruito, è fisicamente assoggettato alle lamentele dei clienti da
lui mal consigliati, ed a casa subisce gli insulti della moglie che lo
ritiene un idiota.
Il vicino di villetta Gastone (Ricky Tognazzi) è un truffatore agli
arresti domiciliari. Fabio si sente di voler reagire passando
dall'altra parte della barricata. Bussa al maestro del raggiro e si
lascia convincere che il suo lavoro in banca può fruttare molto, con
un buon piano e fidati collaboratori pronti a fregare il sistema.
Chiaramente i complici saranno i compagni di sventura dell'acquisto in
montagna.
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Convince i tre uomini, ma manca la bellona Monica (Valeria Marini)
che nella truffa coprirebbe il ruolo della mantenuta da un ricco
petroliere russo. L'amante della cosciona viene scoperto dalla
moglie. I suoi beni bloccati. La bionda ha bisogno di grano. La
truffa ha inizio. I soldi per le prime spese da rimediare con una
prima truffa ai danni di un'assicurazione. |
Lionello
(Enzo Iacchetti) viene investito, ma vista la quantità di fratture
riportate, finge di non conoscere i complici e si accontenta del
malloppo assicurativo. I soldi li investe dunque Gastone, a fronte di
un dieci percento sul totale. Il colpo consiste nel far arrivare nella
banca di Fabio una grossa somma per l'acquisto di un giocatore del
Milan, e prendere un anticipo prima che il bonifico vada a buon fine.
Fabio cambierà la cifra di cinquemila dollari in cinquantamila. Monica
aprirà il conto e presenterà il russo al direttore della banca. Nicola
(Biagio Izzo) e Walter (Max Pisu) saranno il riccone e la sua guardia
del corpo. La truffa va in porto ma i ladri vengono arrestati dalla
polizia. In questura li lasciano andare senza fargli domande. Fabio
torna a casa e scopre di esser stato a sua volta truffato dal vicino
Gastone, d'accordo con i poliziotti addetti al controllo dei suoi
arresti domiciliari. D'accordo con i complici, organizza il contro
paccotto.
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Che
dire di una pellicola tanto ricca di citazioni quanto povera di
fantasia ed originalità. Vanzina dirige l'ennesimo film
confezionato per un pubblico più abituato a riflettere sugli
intervalli pubblicitari, piuttosto che concentrato su una storia
che possa sorprendere. Fa sorridere qualche volta, perché qualcuno
degli showmen si ricorda di essere anche un attore. Stridono i
dialetti e nascondono la Marini che non azzecca una vocale.
Gullotta adotta una recitazione lignea con tanto di gamba
zoppa.Buccirosso tenta di ricordarci Peppino, mentre Izzo indossa
un cappello che dovrebbe ricordarci un turco napoletano, ma che di
Totò non rammenta nulla. Tognazzi, forse a corto di spicci, o in
cerca di finanziamenti per un prossimo film d'autore, tenta di
dare al personaggio la signorilità di De Sica, trovando più il
figlio che il padre. |
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Tutto per dire che viviamo
in un paese di ladri costretti a truffare per reagire ad i raggiri
subiti. Un mondo dove anche il produttore del film, compagno della
protagonista, potrebbe passare per una vittima di un sistema corrotto
alimentato solo ed esclusivamente dal magna magna. E allora buon
appetito a tutti quelli che, dopo questo capolavoro, non avranno
arricchito la nostra cinematografia, ma sicuramente la loro già
abbondantemente imbandita tavola.
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Roma - 25 ottobre 2004,
Palazzo Borghese. In un’atmosfera particolarmente solare e divertita,
i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, accompagnati da Antonello
Venditti, Vittorio Cecchi Gori e da buona parte del cast, hanno
incontrato la stampa per presentare la loro ultima fatica: In questo
mondo di ladri, storia di Fabio, infelice bancario che, vittima,
insieme ad altre quattro persone, di una truffa immobiliare a Livigno,
decide di attuare con queste ultime, dopo essersi inutilmente rivolto
alla Polizia, una vendetta contro il sistema, precisamente contro la
Banca Lombarda, suo posto di lavoro, dopo aver scoperto che il fondo
dove aveva investito tutti i suoi risparmi è crollato.
Enrico Vanzina, che ha curato la sceneggiatura del film affiancato dal
fratello Carlo Vanzina, Piero De Bernardi e Claudio Pallottini, ha
aperto così la conferenza: “Quando abbiamo iniziato a pensare questo
film tutto è nato per il contratto che avevamo con Vittorio Cecchi
Gori. L’idea di fare un lungometraggio sull’Italia e sulle cose che
non funzionano ce l’ha data proprio lui, così ci siamo andati a
rivedere i vecchi film che aveva prodotto insieme al suo papà, ed il
primo che abbiamo visionato è stato proprio Il mattatore, ancora molto
carino, ma un po’ invecchiato. La cosa curiosa è che quando abbiamo
pensato al soggetto ancora non era successo nessuno dei vari scandali
che hanno coinvolto Parmalat e simili. Abbiamo un po’ anticipato
quelle vicende, ma il film non vuole avere alcun tipo di velleità, è
soltanto un prodotto di genere, d’intrattenimento, soprattutto per
mettere in scena degli attori comici”.
A loro modo anticipatori, quindi, di tutte le vicende finanziarie che
hanno investito lo stivale tricolore negli ultimi due anni, i figli di
Steno, che da sempre, come precisato da Carlo, si propongono di
rileggere la commedia all’italiana rielaborando ed attualizzando
argomenti che fecero grandi le opere del padre, Risi, Germi e
Monicelli, senza mai dimenticarsi di far divertire il pubblico, ci
forniscono un nuovo ritratto dolce-amaro dell’Italia odierna,
superbamente interpretato dal sempre ottimo Carlo Buccirosso, il cui
tema principale, quello delle truffe, non sembra essere loro nuovo,
visto che lo avevano già affrontato in Febbre da cavallo - La
mandrakata. Ma vengono citati anche recenti successi americani come
Ocean's Eleven e I soliti sospetti, e tutto parte stavolta dal noto
hit musicale di Antonello Venditti, il quale ha dichiarato: “Devo dire
che mi sento uno della banda. Il titolo, che è partito nel 1988 con
altri obiettivi, non viene sminuito, per questo ho voluto partecipare
al progetto, piuttosto che rimanere un testimonial dall’esterno. E la
cosa convincente è la scrittura della sceneggiatura, perché i critici
hanno sempre accusato il cinema comico nostrano di essere infarcito di
parolacce; io in questo film non me ne ricordo una: ci ho trovato del
cinema. Avrei potuto tranquillamente lasciare la mia canzone come
colonna sonora e basta, invece ho voluto significare la bravura di
questo gruppo proprio partecipando attivamente. Ho preso In questo
mondo di ladri, che è stata e può essere ancora la colonna sonora
della nostra vita, spezzettandola, rivedendola, camuffandola,
adattandola, e credo che sia la prima volta che un tema va per tutto
il film”.
Della buona fattura della sceneggiatura e dell’assenza di parolacce e
volgarità gratuite ha parlato anche Leo Gullotta, ma la nota curiosa
della pellicola è che, nonostante il cast sia costituito interamente
da volti noti del cinema e della tv della risata, ottimamente diretti,
tra cui Ricky Tognazzi, la giovane promessa Max Pisu, il mediasettiano
Enzo Iacchetti, una Valeria Marini inaspettatamente funzionale nei
panni della svampita bellona, ed il sempre bravo Biagio Izzo, che, tra
l’altro, si cimenta divertito nel pronunciare un maccheronico russo,
viene lasciato meno spazio alla comicità, per sviluppare maggiormente
l’intricata costruzione della storia, non priva, soprattutto nella
parte finale, delle consuete, inaspettate sorprese, tipiche degli
script di Enrico. Non a caso, il regista ha spiegato: “La storia è
questa volta più articolata e va avanti, mentre in altri film che
abbiamo fatto veniva lasciato più spazio all’improvvisazione degli
attori. Credo quindi che quello che piace è proprio lo sviluppo della
storia, la quale ha dei twist all’interno abbastanza divertenti ed
inaspettati. E Vittorio Cecchi Gori ha molto sentito questo film: era
convinto di fare un film in cui il pubblico riconoscesse questo mondo
di ladri. Venditti lo aveva anticipato ancora prima”.
Quindi, alla faccia dei tanti critici falsamente perbenisti e
benpensanti, sempre pronti a stroncarli, confondendoli fin troppe
volte anche come responsabili dei meno raffinati lavori di Neri
Parenti, i Vanzina tornano a raccontarci un’ attualità che esiste,
della quale spesso fanno purtroppo parte anche personaggi sconci e
sboccati, che automaticamente finiscono per risultare ridicoli e,
quindi, funzionali alla comicità, e lo fanno con garbo, senza mai
eccedere, alludendo, ma non nominando, perché, come Enrico ha
precisato: “Avremmo potuto anche mettere dei nomi, ma il tema è
talmente preciso che la gente lo capisce al volo. Quello che è molto
difficile nel cinema italiano di oggi, è far capire bene l’identità
del film che hai fatto. La miglior promozione c’è quando con un titolo
si riesce a far capire il tema del film. Nel caso di questo film non
credo ci sia da spiegare niente, la gente capisce benissimo
l’argomento già dal titolo. Non è un trattato di sociologia, è un film
comico, quindi qualche nome si può anche fare, ma il gusto del film è
altrove e crediamo che questo sia il limite giusto per rimanere nella
realtà e datarlo 2004. Inoltre, volendo fare una leggerissima
polemica, se c’è un regista che ha un piccolo touch, sicuramente lo ha
mio fratello. Carlo ha un touch da regista sul ritmo, ha proprio una
nozione innata sull’entertainment, poi, facendo sempre più film, credo
che lo stia facendo sempre meglio”.
E noi appoggiamo pienamente questo pensiero. |
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